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domenica 19 maggio 2013
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ATTRACCHI E MULINI

Potamòs, Padus, Potmac sono i diversi nomi del Po nella storia. L’area padana in cui esso scorre è definita anche "golfo del golfo del golfo", per indicare, con un gioco di parole, un territorio che solo alcuni milioni di anni fa rappresentava un golfo marino, posto all’estremità nordoccidentale del più ampio Mare Adriatico, a sua volta un golfo del più ampio Mar Mediterraneo, a sua volta un golfo del grande Oceano Atlantico.

Il fiume... Elemento centrale del paesaggio naturale e umano, limite di separazione e causa di conflitti, ma anche via di circolazione di idee e di merci. Secondo alcuni, dopo l’Età della Pietra e del Ferro ci fu l’Età del Fiume: il Nilo, il Tigri e l’Eufrate, l’Indo, il Tevere o il Po sono stati testimoni e artefici della nascita e della storia delle cosiddette "civiltà idrauliche".

LA DIFESA DELLE PIENE

Foto Po_Vanni_5Lo sviluppo delle città localizzate sui fiumi è stato condizionato dal modo in cui si è saputo o potuto gestire le acque dei fiumi per la difesa dalle piene, il rifornimento idrico, lo sfruttamento dell’energia idraulica, la navigazione. Gli insediamenti urbani si allontanano dal fiume quando esso è insidioso e può esondare e divagare.

La storia d’Italia è stata scritta attraverso le lotte per il controllo delle acque. In epoca romana il paesaggio della Valle Padana era simile a quello attuale dei grandi laghi africani. Nel tratto centrale e superiore del fiume Po si erano formate vaste zone umide, in particolare alla confluenza con gli affluenti. Nell’area del delta il fiume tendeva a portare sempre più verso Nord la sua foce, formando lagune pescose e depositi di argilla. Furono gli Etruschi e poi i Romani a realizzare le prime opere per stabilizzare gli alvei e drenare le acque dalle zone paludose, con l’intento di rendere produttive alcune aree della bassa pianura. Intorno all’anno Mille i monaci Benedettini svilupparono grandi opere di bonifica attorno ai monasteri, seguiti dai Cistercensi nel XII e XIII secolo.

IL GOVERNO DELLE ACQUE

Foto Po_Vanni_4I Gonzaga, i Bentivoglio, i Farnese e altri potentati realizzarono imponenti opere di canalizzazione, modificando le confluenze di alcuni affluenti, bonificando paludi tra il Po e l’Adige e portando a coltura le terre della bassa veronese e del rodigino. Poi le abbazie benedettine dal VII al X secolo d.C. divennero il fulcro di un nuovo impulso per l’economia, la cultura e la politica della pianura padana.

Soltanto con i vescovi-conti e il periodo dei Comuni iniziò un governo del territorio che contemplava l’uso delle acque e della difesa dalle inondazioni, come strumento di potere per il consolidamento della loro autonomia e supremazia.

Anche le Signorie e la Repubblica di Venezia contribuirono all’opera di governo delle acque e dei fiumi, ma solo con l’Ottocento e con l’avvio della Rivoluzione industriale iniziò un diverso rapporto con il fiume. La richiesta di quantità d’acqua sempre maggiore per le attività produttive, l’aumento della popolazione e delle sue esigenze e il bisogno di nuovi spazi per lo sviluppo urbano spinsero a canalizzare i corsi d’acqua e a separarli dalle città, mentre le acque venivano sempre più captate, intubate, usate e restituite. Attraverso gli interventi successivi dello Stato Pontificio, della restaurazione, dei primi consorzi, si arrivò negli anni Trenta alle grandi opere di bonifica integrale, che diedero al Po e alla sua valle l’assetto attuale.

Fonte: http://www.sanpaolo.org/gio/index.html

 

Attracco Pieve di CorianoInaugurato nel giugno 2005 al cospetto di tutte le autorità locali e provinciali, il nuovo attracco fluviale di Pieve di Coriano. L'opera, realizzata in località Paleotta sull'argine maestro est del Po, è una grande occasione per la crescita economica e turistica del territorio, ed in particolare del Comune di Pieve di Coriano che vanta anche una perla dell’architettura romanica, la pieve di Santa Maria Assunta.

 

Attracco San Benedetto Po

L’attracco di San Benedetto Po, da dove salpano i battelli “Motonavi Andes” per piacevoli gite lungo i fiumi Po e Mincio dirette a Mantova.

Anche a Bagnolo San Vito è presente un attracco fluviale sul Po:visita il sito


http://www.nauticabagnolosanvito.com/italiano/ITA_HomeIta.asp

 

Mulino natante San Benedetto Po (foto storica)Il fiume è ricco di altre opere architettoniche di rilievo: la Bonifica di Sermide e i mulini natanti (l’ultimo inaugurato nella primavera 2006 a Revere) ne sono un esempio.
Vedi anche:
http://www.parcodellacomunicazionevisivadelpo.com/default.asp
http://www.arni.it

Vedi anche:

I Comuni

La toponomastica

Le pievi matildiche

La storia di Matilde di Canossa

I prodotti tipici

I percorsi

Il sistema museale

Week-end nelle Terre di Matilde di Canossa


 
 
 
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