BAGNOLO SAN VITO
Le forma cronologicamente più antiche sono fluvio Baniolo (anno 961), Baniolo (anni 997, 1037, 1055). Esse ci lasciano pensare al latino balneum (e alla sua derivazione balnoleum), che significa "piccola fossa, acquitrino". In vertenze del XII secolo si accenna alla valle "de bosco Bagnolo inter rovores et cerros". L'aggiuntivo "San Vito" (da Vitus) appare di etimologia incerta; è comunque certo che San Vito martire (festeggiato il 15 giugno) ebbe culto diffuso specialmente nell'Italia bizantina e fu considerato protettore dei malati di chorea (chorea Sancti Vitii). Fra i detti popolari citiamo "andar a Bagnol", che significa "essere sorpreso dalla pioggia".

BORGOFRANCO SUL PO
E’ un comune di 845 abitanti. L'originaria denominazione di Borgofranco si trasformò nell'attuale nel 1867. Come per altri comuni omonimi, il nome deriva probabilmente dalla sua condizione di territorio "franco" cioè libero da dazi, essendo sul confine tra le province di Mantova e Rovigo

CARBONARA DI PO
I primi documenti risalgono al 1082; il nome deriverebbe da Carbona, una fossa di scolo che attraversava la zona e proteggeva una preesistente fortificazione medievale. Il nome del paese attesterebbe altresì la presenza di un'industria di carbone di legna, favorita dai diffusi boschi golenali.

FELONICA
Numerose sono le derivazioni: Fenonica, Fullonicae, Felonega, Fenonica (dall'anno 1053 in poi). Il toponimo proverrebbe da casa fullonica, ove si filava la lana; secondo la tradizione locale invece deriverebbe da fulica, la folaga. Fra queste etimologie comunque la più attendibile sarebbe quella da latino fullonicus, lavandaio. Fra i detti popolari, Felonica è nota ai mantovani come "al paes a dli sigoli" (il paese delle cipolle, prodotto tipico di cui va giustamente fiera).

GONZAGA
Le forme più antiche appaiono in un problematico editto di re Berengario, il quale avrebbe concesso le terre di Gunzaka alla chiesa nel 894; negli anni successivi ci imbattiamo in castro Gunzagha (926 e 966) e in una corte Gunziaga (967). Così come per Pegognaga (dal latino Pecunius), Gonzaga deve il suo nome ad un patrizio romano, Verecundus, a cui venne aggiunto il suffisso –aga, che designano i toponimi prediali, ossia gli antichi possedimenti territoriali. Da non dimenticare infine che Gonzaga ha affinità con condiaca > gondiaca "terra a forma di conca".

MAGNACAVALLO
Il nome di Magnacavallo deriva da magna cava in vallo, grande cava nella valle.

MOTTEGGIANA
Il nome di Motteggiana deriva dal latino monticula, piccoli dossi. Tutto il territorio comunale ha come confine naturale due fiumi: il fiume Po e il fiume Zara.

OSTIGLIA
Già Tacito e Plinio citano Hostilia; successivamente, prima in documenti del territorio veronese (cui Ostiglia apparteneva) e poi in quello mantovano è citata, sempre come Hostilia.

PEGOGNAGA
Il nome deriva, come per Gonzaga, dal nome di un patrizio romano, Pecunius; è altresì valida l'ipotesi che fa derivare il toponimo da pecunia, "ricchezza", indicante sia la ricchezza del territorio sia la diffusa presenza di beni e proprietà. Inoltre, in documenti risalenti agli anni 818-824 la località viene segnate con flexiciani, Flexo, Flesso: l'origine latina (flexum < flectere) indica una zona ricca di curve, sia di sentieri che di fiumi.

PIEVE DI CORIANO
La pieve era la parrocchia, la chiesa sotto la quale si trovano molti altri edifici religiosi. Più problematica la derivazione di Coriano, anche se è valido l'accostamento al latino curia (dove il curianus non era altro che il curato).

POGGIO RUSCO
Nell'atto di donazione di Matilde di Canossa al vescovo di Mantova (1082) si cita, fra i territori di Sermide, Portum ruptum; il territorio poi passò dalle mani del vescovo in quelle della famiglia Gonzaga (1370) con il nome di Podium. Rusco invece è da derivare dal gallico rusca, scorza, termine che successivamente nei dialetti locali servì per indicare il pattume, la spazzatura.

QUINGENTOLE
Dal latino quingenti, 500, indicante o la superficie del luogo o il tracciato stradale romano (lo stesso dicasi per altri paesi nei dintorni: Ducenta, Trecenta, Nonantola, Quarantoli)

QUISTELLO
E' una probabile contrazione di Crustellum, antica grafia del Crostolo, un torrente che affluiva in Po Vecchio prima della sua diversione in Po presso Guastalla (Reggio Emilia) e della formazione del canale Parmigiana-Moglia. Dialettale: "Quistèl Quistèl at s'è pran bèl anca sensa al to castèl".

REVERE
Già nel 818 si parla della curtis regis in Refere e, successivamente, dell'insula Riveris. Il nome riflette altresì il latino ripula, che indicava le rive, piccole e basse, contrapposte a quelle più alte (dalle quali deriva ad esempio il toponimo Rivalta). Inoltre, è da segnalare il fatto che riperium era il nome di un isolotto vicino al Po.

RONCOFERRARO
Nel 1088 si cita Runcoferrarium. Rifacendoci ai glossari del tempo, Ronco- deriverebbe dal verbo roncare, ossia purgare, pulire; -ferraro invece rimanda al concetto di ferro, nel senso che questi territori sono ricchi di idrati di ferro, che conferiscono un colore rossastro alla terra. E' stato anche ipotizzato che la seconda parte del toponimo derivi da fera, animale selvatico, per la notevole presenza di cervi, cinghiali, volpi, lupi, caprioli, tassi e daini.

SAN BENEDETTO PO Il nome deriva dall'omonima abbazia benedettina fondata dalla famiglia di Matilde di Canossa verso il secolo X, intorno alla quale sorse il paese. In principio il nome era così formato: San Benedetto Polirone. "Polirone" indicava l'area di bassa pianura compresa fra due fiumi, il Po e il Lirone (quest'ultimo oggi sommerso dalle onde del tempo).

SAN GIACOMO DELLE SEGNATE L'attributo è da ricondursi all'uso dei Longobardi di segnare con un marchio o un chiodo gli alberi custodi di un confine (cfr. in latino: signum, marchio).

SAN GIOVANNI DEL DOSSO Agionimo riferito a Giovanni il Battista. Dialettale: "Dagan s'l'è dal Dòs / còpal s'l'è dal Pos"

SCHIVENOGLIA Si parla già di Schivenoglia (1366) e di Schivenoia (1586); il toponimo è composto da schivare + noia, schivanoia, usato come nome di villa o di villeggiatura signorile.

SERMIDE Un solo documento, l'itinerario di Antonino, cita questa località con il nome di Vicus Serninus; successivamente (dall'818 al 877) si parla di Sarmata, o Salmata. E' negli atti di donazione alla chiesa di Mantova (il primo è del 997) che finalmente si parla di Sermide, Sermete, Sermite.

SUSTINENTE L'etimo del paese, il nome Sustinente, è tutt'oggi dibattuto. Secondo illustri storici locali, tutti concordi nel farlo derivare alla parola Septigenti, tre sarebbero le possibili cause che dettero questo nome a questo territorio. Secondo una prima interpretazione dei fatti, il nome deriverebbe da qualche pietra miliare romana esistente in passato. Secondo altri, dai 700 iugeri di terra donati dalla contessa Matilde di Canossa al convento dei Benedettini del Polirone (appunto la zona di Sustinente), infine, ultima ipotesi, da un canale artificiale che congiungeva il fiume Mincio al fiume Po.

VILLA POMA
In origine si parla di Molo e di Mullo; successivamente e fino al 1869 la località verrà indicata da tutti con il nome di Mulo. In quell'anno il toponimo mutò in Villa Poma per onorare la memoria di Carlo Poma, patriota impiccato a Belfiore.

VILLIMPENTA
Nel 1014 si parla di Villam Pictam, ossia un'abitazione facente parte di una curtis, una corte circondata dalle case della servitù. Picta riconduce al concetto di dipinta, quindi di decorazione.